Arcavacata 2007 - Voglia di cambiamento!

 Home Page ╗ 

Alla ricerca di Andreatta

(Articolo pubblicato su Calabria Ora di Sabato 8 Marzo 2008)



Qualche giorno fa nell’Aula Magna si Ŕ svolta una giornata in onore di Beniamino Andreatta, il creatore dell’UniversitÓ della Calabria, uno dei pochi che ha costruito e realizzato qualche cosa di duraturo nella nostra Regione. Una persona per bene, diversa dai mille predatori che vendono fumo e pensano solo a saccheggiare quel poco che resta.

╚ stata un’occasione importante di riflessione con molti interventi intelligenti e appassionati, ma che ha lasciato l’amaro in bocca per la modesta presenza di studenti e professori. ╚ il segno tangibile dello scarso interesse dell’amministrazione, ma Ŕ anche la prova ulteriore dell’errore compiuto con l’esautorazione dell’ufficio stampa a favore di un atipico coordinatore delle relazioni esterne e della comunicazione dell’Ateneo (o forse del solo Rettore?).

Altrettanto sconcertante la decisione assunta dal Magnifico di impedire il dibattito, consentendo gli interventi solo agli innocui Presidi di FacoltÓ, attenti, come al solito, ad evitare qualsiasi piccola increspatura della palude che sommerge Arcavacata. Una scelta infelice se si pensa alla grande disponibilitÓ all’ascolto che aveva Andreatta e che molti hanno richiamato. Tutti noi che in quegli anni lontani abbiamo contribuito alla crescita del sindacato, come punto di aggregazione e di confronto, ricordiamo, con nostalgia, la sua capacitÓ di far sentire importante qualsiasi interlocutore che avesse proposte da avanzare o critiche da muovere. Impedire lo sviluppo di un libero dibattito Ŕ stata quindi un’offesa alla Sua memoria.

Ma ci sono fatti nuovi. C’Ŕ un’inchiesta della magistratura su una presunta violazione di vincoli ambientali perpetrata dal Rettore nell’esercizio delle sue funzioni. C’Ŕ una risposta del Rettore che lamenta la fuga di notizie e i toni scandalistici di parte della stampa locale. Ma c’Ŕ anche il tentativo di confondere impropriamente la sua vicenda personale con quella dell’intera UniversitÓ

La questione in sÚ appare, comunque, poco rilevante ed Ŕ probabile, oltre che auspicabile, che il Rettore possa dimostrare la correttezza del suo operato. Ma questa vicenda Ŕ un sintomo ulteriore della superficialitÓ con la quale viene amministrata la nostra UniversitÓ. Basti pensare alle enormi risorse sprecate per contenziosi e risarcimenti, alla sconcertante vicenda Bats-Luim, alla destinazione d’uso, non sempre comprensibile, a favore di terzi degli spazi dell’UniversitÓ, alla complicata vicenda delle aree vincolate e poi svincolate che hanno certamente inciso sugli effetti devastanti che si vedono sulle colline di Arcavacata,e ad altro ancora. ╚ quindi da apprezzare la vigile attenzione della Magistratura.

Ma occorre guardare avanti. ╚ finito il periodo delle vacche grasse quando il Rettore ha potuto disporre di enormi risorse per costruire intorno alla sua persona un blocco di potere solido e inattaccabile. La crisi economica incombente, la crisi profonda in cui i vari Berlinguer, Moratti e Mussi e i loro ineffabili consiglieri hanno sprofondato l’UniversitÓ italiana, fanno capire che le vacche magre dureranno a lungo. ╚ quindi prevedibile che il sistema di potere instaurato ad Arcavacata andrÓ in frantumi e tutti quelli che hanno tratto beneficio si rivolteranno contro l’ormai inutilizzabile benefattore. Intanto si avvertono sinistri scricchiolii, come il fermo dei lavori dei nuovi edifici di Piazza Vermicelli, frutto degli errori strategici compiuti nella gestione dello sviluppo edilizio, un tempo fiore all’occhiello del nostro Ateneo.

Il professore Latorre sa che il vento sta cambiando e cerca una via di fuga che lo faccia uscire di scena in modo dignitoso e magari gli apra qualche nuova interessante prospettiva. Perci˛ ha sondato il terreno per una sua candidatura per le prossime elezioni tracciando, in modo un po’ maldestro, l’identikit del candidato ideale per il PD (ricercatore, professore, virtuoso...). Purtroppo Ŕ andata male! Sarebbe stato un bel regalo per l’UniversitÓ!

Ma non basta sperare nei miracoli, Ŕ necessario agire prima del punto di non ritorno. I docenti, i sindacati, gli studenti ma anche le forze politiche devono assumere le loro responsabilitÓ e riaprire un dibattito che, scevro dal trionfalismo di facciata, sia in grado di mettere a fuoco tutti gli aspetti della crisi profonda nella quale arranca l’UniversitÓ che Andreatta ci ha lasciato. Non ci sono altri modi per uscire dal pantano nel quale il professore Latorre ci ha trascinato. Ma almeno qualcuno dovrebbe cominciare ad alzarsi dalla panchina, ormai troppo affollata, e incominciare a chiedersi dove Ŕ andato a finire Andreatta.

Pasquale Versace




 Torna su ╗ 

Valid XHTML 1.0 Transitional (C) 2007- Prof. Ing. Pasquale Versace    Curriculum ╗  |  Scrivimi ╗  |