Arcavacata 2007 - Voglia di cambiamento!

 Home Page » 

Notti inquiete ad Arcavacata

(Articolo pubblicato su Calabria Ora)



Il primo anno del Latorre III non è stato un granché. È iniziato male, senza inaugurazione dell’Anno Accademico, per una scelta sbagliata del Magnifico che la considera solo uno spot pubblicitario, un modo per accrescere la galleria di foto con sorrisi e strette di mano illustri che servono a mascherare il nulla, e non capisce che, invece, è un momento importante di riflessione in cui l’Università si riunisce per disegnare il suo futuro.

La protesta fuori misura, iniziata dal Rettore qualche mese fa, contro i tagli operati dal governo Prodi è finita in una bolla di sapone. Le avance rivolte al Partito Democratico non hanno dato i frutti sperati. Il PD, invero, ha candidato al Parlamento un professore di Arcavacata, ma non si chiama Latorre. Anche a livello regionale è andata male. La Giunta Regionale si è rimpastata e ha scelto un professore di Arcavacata come Vicepresidente.  Ma, ahimé, neanche lui si chiama Latorre.

I soldi scarseggiano. L’edilizia per la prima volta in 35 anni è ferma, grazie a scelte sbagliate gabellate come nuova strategia. Continua l’afflusso di figli e parenti senza che si delinei uno straccio di iniziativa per ricondurre il fenomeno alla decenza. I concorsi interni per il personale sono spesso fonte di grande tristezza.

Il Rettore appare stanco e sfiduciato. Si è reso conto dell’errore fatto con la vergogna del terzo mandato. Molti suoi elettori sono disillusi. Si campa alla giornata. Ognuno arraffa quel che può.
Tutte le critiche mosse lo scorso anno durante la campagna elettorale sono confermate dai fatti. Il Nucleo di Valutazione ha criticato l’incremento abnorme dell’Avanzo di Amministrazione e l’uso che ne viene fatto a favore delle spese di natura corrente.
I casi di mobbing non erano allucinazioni ma fatti concreti ormai al vaglio della magistratura.

Ma ci sono altri due fatti che più degli altri turbano i sonni dell’establishment Arcavacatese.
Il primo riguarda la vicenda della Biblioteca Bats, che sta per avere un epilogo ancora peggiore di quanto fosse prevedibile. La ditta X, ricordiamo, doveva fornire centinaia di riviste alla Bats e, invece, ha intascato i soldi senza consegnare la maggior parte dei periodici ordinati. Ma, ora, grazie ad una transazione, se la caverà fornendo solo il 70% dei fascicoli dovuti, dopo sette anni dalla mancata fornitura, e senza fretta, dal momento che la restituzione potrà avvenire in 14 mesi. Senza che nessuno abbia chiesto il risarcimento dell’enorme danno prodotto. Per il restante 30% delle riviste l’Università non ha nulla a pretendere e ne fa munifico “cadeau” alla ditta X. Di restituire soldi non se ne parla, se non per la ridicola cifra di cinquemila euro, circa un centesimo degli euro versati dall’Ateneo, anni fa, in cambio di niente.

È una vicenda difficile da capire. Così come è difficile comprendere la relazione del Direttore Amministrativo al Consiglio di Amministrazione, nella quale ha posto molta enfasi su presunte irregolarità commesse dalla Bats nell’acquisizione delle riviste dopo la cessazione del rapporto con la ditta X, risultando in buona sintonia con un articolo pubblicato in precedenza dall’avvocato della stessa ditta su un giornale locale. Il Direttore, peraltro, ha trascurato il dettaglio, non irrilevante, che queste nuove ordinazioni sono andate a buon fine, perché le riviste ordinate sono arrivate a destinazione.

Il secondo fatto riguarda il CONCORSO per antonomasia. L’evento tanto atteso e così accuratamente preparato sta per arrivare in porto. È un costoso posto di elevata professionalità che non serve a nulla, se non a soddisfare le attese di qualcuno molto potente, che chiameremo il CANDIDATO. Il Rettore ci tiene molto al Candidato. Ha modellato le esigenze dell’Università sulla disponibilità di costui. Ha avuto bisogno prima di un portavoce, poi di un addetto alle relazioni esterne, proprio quando il Candidato non poteva fare più il portavoce per effetto della legge 150 del 2000. Naturalmente si tratta di una mera coincidenza! Anche il bando è un po’ diverso da quelli usuali, non è pienamente in linea con il regolamento dell’Università e disattende le indicazioni del Contratto Collettivo di Lavoro.

Ma sono tutte coincidenze. Possiamo aspettare fiduciosi l’esito del concorso tanto la nostra è una Università virtuosa che sta per avere il relativo marchio DOCG!
Nella realtà sono vicende tutto sommato modeste ma che producono una profonda amarezza, perché dimostrano che anche ad Arcavacata, come in tante parti della nostra terra, qualcuno può fare quello che vuole tanto non succederà mai niente.

Pasquale Versace


 Torna su » 

Valid XHTML 1.0 Transitional (C) 2007- Prof. Ing. Pasquale Versace    Curriculum »  |  Scrivimi »  |