Arcavacata 2007 - Voglia di cambiamento!

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Considerazioni e commenti 

sulla seconda riunione del Corpo Elettorale



Sulla riunione in generale
È molto difficile trasmettere agli assenti le sensazioni suscitate dalla riunione del 15 giugno, secondo round della tenzone elettorale.
All’inizio è stato presentato l’elenco di un pacchetto di interventi che, nei fatti, ha monopolizzato tutta la riunione, relegando ad orari disagevoli gli altri oratori. Alcuni interventi del pacchetto sono stati sviluppati con eleganza, garbo e argomentazioni interessanti e, quindi, hanno dato un utile contributo. Altri invece, fatti con lo stampino, sono apparsi fuori misura, con qualche caduta di tono e qualche allusione vagamente iettatoria. Come ha riconosciuto grevemente uno dei componenti del pacchetto è stato un vero e proprio tiro al piccione, con lo scrivente nel ruolo del tenero pennuto.

Per restare in ambito zoologico la riunione ha suscitato qualche preoccupazione in merito all’allestendo vivaio, perché, come dice Giordano Bruno, il nuovo è apparso molto più vecchio del vecchio. Dobbiamo quindi sperare negli avannotti.
In questo scenario poco spazio è rimasto agli interventi fuori pacchetto che hanno cercato, sia pure con evidente disagio, di riportare il confronto su livelli più decenti. Molti colleghi, poi, hanno preferito non intervenire, vista la piega che prendeva la riunione.
Peccato! La scelta sbagliata del Rettore di trasformare la riunione in un’aggressione nei miei confronti, ha vanificato una rara opportunità per un confronto ampio, a scala di Ateneo, su cosa è diventata l’Università della Calabria. Lo stesso professore Latorre ha, infatti, sentenziato: forse abbiamo esagerato.

La riunione purtroppo ha dato all’esterno una brutta immagine dell’Università.
Immagine che per fortuna è solo apparente e non corrisponde alla realtà, fatta di uomini e donne che non si fanno facilmente omologare, come dimostreranno le elezioni ormai prossime.



Altra riunione
Ho rinnovato la richiesta di una nuova riunione nella settimana che inizia il 18, ma il Rettore non ha dato la sua disponibilità. Sarebbe stata utile per affrontare in modo più concreto le tante questioni aperte.



Didattica sostenibile e incentivazione ricerca
Dal dibattito è emerso un netto rifiuto del Rettore a ridimensionare la didattica eliminando alcuni degli 84 corsi di laurea già attivati e a promuovere l’incentivazione per i ricercatori che intendono dedicarsi a tempo pieno alla ricerca per 1 o 2 anni, prevedendo un contributo di 1.000.000 di euro l’anno per il prossimo biennio, eventualmente rinnovabile nel successivo.

Questa proposta che interessa molti ricercatori ha creato apprensione in chi ritiene che essi debbano restare inquadrati in rigidi schemi gerarchici, nei quali c’è chi decide per loro e in loro nome. Qualcuno degli intervenuti è parso particolarmente seccato del fatto che io, cattivo maestro, suggerissi ai ricercatori di fare ricerca.
La mia scelta, invece, è di parlare direttamente ai singoli ricercatori, perché ritengo gli attuali schemi gerarchici obsoleti e inefficienti. Non a caso la proposta del milione di euro è emersa proprio da uno di tali colloqui.

Il rifiuto del Rettore di prendere in considerazione la duplice proposta di ridurre il carico didattico e di incrementare l’attività di ricerca dei ricercatori è un fatto molto grave, perché appare inevitabile che, nel malaugurato caso di una sua rielezione, la nostra diventerà sempre più l’Università della didattica, con una ricerca di base sempre più marginale.



Struttura organizzativa
Partendo dal documento di 11 colleghi di varie Facoltà (primo firmatario Aristodemo) ho sviluppato la bozza di una proposta di organizzazione incentrata su Corsi di studio in tre cicli e Megadipartimenti, che aggregano, senza accorparli, alcuni degli attuali Dipartimenti. Ogni Corso di studio afferisce ad una Facoltà e ad un Megadipartimento. Le Facoltà ne definiscono l’ordinamento didattico, il numero di studenti e l’ammontare delle risorse finanziarie e umane. I Megadipartimenti assicurano la copertura dei Corsi e gestiscono le risorse.

Il flusso finanziario e di risorse umane viene suddiviso a monte, dal Senato Accademico, in due parti: ricerca e didattica. La prima si ripartisce tra Megadipartimenti, la seconda tra Facoltà per confluire poi verso i Corsi di studio e quindi ai Megadipartimenti, che finiscono per essere l’elemento base dell’Università.

Uno schema ovviamente di larga massima, buono solo per avviare una discussione ad Arcavacata che avendo per prima sperimentato i Dipartimenti, dovrebbe essere la prima a sperimentare nuove forme di coesistenza con Facoltà e Corsi di Laurea.
La proposta però è stata vittima di pallottole vaganti e in pratica non è stata discussa. Alcune critiche sono venute da colleghi che sono per la centralità delle Facoltà rispetto ai Dipartimenti e quindi pongono problemi politici rilevanti e meritevoli di approfondimento. Altri, invece, sostengono che un simile schema privilegerebbe le Facoltà scientifiche a scapito delle altre. Posizione che non capisco e che parrebbe solo strumentalmente, ma in ogni caso da discutere ed approfondire.

Ho preparato un  power point  scaricabile Documento PowerPoint
Credo, comunque, che una discussione su questi temi debba essere affrontata al più presto.



Calpark e incompatibilità
Il Rettore non ha risposto circa l’incompatibilità tra la carica di Rettore e la presidenza di Calpark, la presenza in Consigli di Amministrazione, la consulenza di Ministeri, o Regioni, o di qualsiasi Ente pubblico o privato.
Rinnovo la domanda in questa sede.



Centrale elettrica
Nessuna rassicurazione è venuta dal Rettore circa il fatto che l’UNICAL sarà l’unica consumatrice dell’energia prodotta dalla megacentrale elettrica che sarà costruita da privati.
Rinnovo la domanda in questa sede.



Nuovo organismo statutario
A pagina 12.5 del programma del Rettore si fa riferimento a un nuovo organismo da inserire nello Statuto. Un organismo composto integralmente da esponenti del mondo esterno, competente per la definizione delle strategie e per i metodi di gestione.

Ad una mia specifica richiesta il Rettore ha dato una risposta vaga, sostenendo che fosse simile al Comitato di Cordinamento con gli Enti Esterni di antica memoria.

Ritengo, invece, che il nuovo organismo sia cosa ben diversa, come chiarisce l’avverbio integralmente. Penso possa diventare lo strumento del controllo politico esterno sull’Università e sono quindi fermamente contrario alla sua costituzione.



Elenco dei sostenitori
Sul sito del professore Latorre c’è l’elenco dei sostenitori della sua candidatura, che cresce giorno per giorno con sempre nuove firme. Si tratta, a mio avviso, di una vera e propria schedatura che viola la privacy e la riservatezza che dovrebbe accompagnare il voto. L’Università non può dare altri segnali sbagliati alla società calabrese, avvilendo il momento solenne della scelta democratica, individuale, autonoma e coperta dalla segretezza, in un’esibizione pubblica di privati convincimenti. Ho posto la questione nel mio intervento, chiedendo di sospendere questa brutta iniziativa.



Scheda bianca
Può capitare che il 27 giugno nessuno dei candidati raggiunga il quorum, perché ci saranno diverse schede bianche. È una possibilità reale, che appare verosimile allo stesso Rettore, tanto é vero che si è premurato di assicurare che, se ciò accadesse, lui andrebbe fino in fondo e non ritirerebbe la sua candidatura.

La mia posizione sulle schede bianche è semplice: meglio votare per me che votare scheda bianca.

Chi non condivide la gestione dell’attuale Rettore ha, infatti, a disposizione una candidatura alternativa ed è bene che voti per me.
Ma mi rendo anche conto che ci possono essere elettori che non vogliono votare per il prof. Latorre, ma hanno ancora qualche perplessità su singoli aspetti del mio programma, oppure altri elettori che vorrebbero che il prof. Latorre rivedesse qualche sua posizione programmatica, prima di assicurargli il proprio appoggio. E quindi è naturale che questi elettori votino scheda bianca. Non c’è niente di scandaloso. È previsto dalle norme.
È importante, però, che tutti siano consapevoli che è necessario, comunque, recarsi a votare, perché l’astensione non conta nulla dal momento che per essere eletti a primo turno occorre la maggioranza assoluta dei votanti e non degli aventi diritto come accade per l’elezione dei presidi.

Arcavacata, 16 giugno 2007



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