Arcavacata 2007 - Voglia di cambiamento!

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LETTERA APERTA

AL PERSONALE TECNICO E AMMINISTRATIVO DELL’UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA


Carissime amiche e carissimi amici,
tra un mese si vota per scegliere il Rettore della nostra Università. Come sapete ho proposto la mia candidatura e sto cercando di spiegare il mio punto di vista: quali sono le tante cose che non vanno e quali sono le proposte per rendere l’Università più vivibile.

Mi piace incontrare le persone discutere con loro, guardarle in faccia quando parlo e quando ascolto. Sono andato nei Dipartimenti e nelle Facoltà, incontrerò gli studenti. Mi riesce più complicato incontrare voi. Anche se ho potuto incontrare qualcuno, soprattutto nei Dipartimenti.

Ho avuto il 7 marzo un confronto davvero stimolante con i responsabili delle OO.SS. che è durato a lungo e mi ha aiutato a capire tanti problemi. Credevo fosse il primo di una serie, ma purtroppo così non è stato.
Il 14 marzo il personale del mio Dipartimento ha promosso un incontro con il personale degli altri Dipartimenti, ma il Palazzo ha detto che forse era interruzione di pubblico servizio. Ho chiesto al Sindacato un incontro con il personale dell’Amministrazione centrale, ma anche questo non è stato possibile. Comunque cercherò altre strade e troverò il modo di parlare con tutti voi, o almeno con quelli che sono interessati.

Io credo che nella nostra Università la struttura di potere sia cristallizzata. Le scelte e le decisioni strategiche siano nelle mani di poche persone. Il dibattito sulle grandi questioni sia inesistente. Manchi un progetto strategico di sviluppo che tutti possano riconoscere e sentire proprio.

In questo scenario il personale tecnico e amministrativo è particolarmente penalizzato. Ha un ruolo marginale. Conta meno di nulla. Subisce le decisioni. Non riesce a fare sentire la sua voce.

Ultima prova è la composizione del Comitato di programma che il Rettore si ha insediato. Sono tutti professori ordinari. Non c’è traccia di associati, di ricercatori, di studenti. Come era prevedibile nessuna voce è stata concessa al personale tecnico e amministrativo.

D’altra parte il modello di Università che il Rettore ha in mente è di tipo piramidale e paternalistico. Tutto proviene dall’alto. Ognuno ha il suo recintino con la sua targhetta di identificazione. Deve stare buono e quieto tanto c’è chi pensa per lui.

Inaugurando l’anno accademico a Potenza il Rettore dell’Università della Basilicata fece sentire tutte le voci dagli studenti, al personale, ai precari. Che differenza con l’inaugurazione del nostro anno accademico, caratterizzato dal silenzio dei ricercatori e del personale.

Il Rettore Andreatta aveva tra i suoi obiettivi anche la creazione di servizi tecnici e amministrativi di supporto alla ricerca e alla didattica
che fossero di alto profilo, in modo da svolgere al meglio la la loro funzione e costituire un modello per le altre amministrazioni che agiscono nel territorio. Di qui la necessità di una dotazione organica rilevante, se confrontata con quella di altre Università italiane. L’idea di Andreatta si è persa per strada, ma può e deve essere ripresa.

Il personale tecnico e amministrativo deve tornare ad essere protagonista nell’Università, come lo è stato nei primi anni quando si discuteva, insieme, tra studenti, personale e docenti e si confrontavano idee e proposte.

Il voto è una conquista importante. Ma il coefficiente 0,05 è inaccettabile. In caso di elezione mi impegno a modificarlo, per riconoscere la pari dignità a tutti: una persona un voto. Un obiettivo da raggiungere al più presto, ma in un clima di confronto e non di scontro con le altre componenti che potrebbero essere riluttanti a perdere una piccola fetta di potere. Ma è una causa giusta che sicuramente avrà successo.

Credo però che sia importante dare un segnale politico, andando a votare in massa, per fornire un’ulteriore testimonianza del vostro desiderio di partecipare, sia pure con un peso marginale e mortificante. L’appello è a votare comunque, non importa per chi. Ma sarebbe un risultato di particolare valore se potessi ottenere un ampio consenso anche all’interno della vostra categoria, al di là del peso elettorale che tale consenso potrà assumere.

Nel sito web che ho realizzato (www.linoversace.net) sono attive, da qualche settimana, le sezioni del programma che parlano di missione dell’Università, di ricerca, di didattica. Da qualche giorno ho aperto anche una pagina che parla delle risorse umane sotto i vari aspetti: reclutamento, valorizzazione, verticalizzazione, pari dignità, precariato, le donne, rapporti sindacali, controllo di gestione, trasferimento del know how tecnico e amministrativo. Vi invito a leggere le mie proposte e a farmi pervenire critiche e osservazioni. Una sintesi, comunque, è in appendice a questa lettera.

Con la mia candidatura, mi impegno in caso di elezione a perseguire i seguenti obiettivi:
  • Costruire un progetto strategico di Ateneo.
  • Predisporre bilanci preventivi realistici che rendano palesi le effettive disponibilità finanziarie.
  • Ridurre gli sprechi.
  • Recuperare i crediti e dare il giusto valore alle concessioni in uso degli spazi di proprietà.
  • Destinare maggiori risorse alla ricerca e alla didattica.
  • Destinare maggiori spazi alle aule attrezzate per la didattica e maggiori spazi per lo studio individuale e l’uso ricreazionale.

  • Privilegiare la qualità e non solo la quantità.
  • Attivare immediatamente la valutazione della qualità della didattica e della ricerca.
  • Pianificare una didattica sostenibile.
  • Identificare le iniziative di alta qualità (strategiche) di ricerca.
  • Destinare risorse finanziarie e, soprattutto, di personale alle iniziative strategiche.
  • Ridisegnare il rapporto tra Dipartimenti, Facoltà e Corsi di laurea nella prospettiva dei tre cicli didattici.
  • Riaffermare la centralità dei Dipartimenti.
  • Rendere operativo il Controllo di gestione estendendolo progressivamente a tutti i livelli.

  • Assicurare pari dignità a tutti i lavoratori.
  • Assicurare ai ricercatori l’elettorato passivo in tutti i casi non vietati dalla normativa.
  • Correggere l’attuale normativa che attribuisce un peso 0,05 al voto del personale tecnico e amministrativo.
  • Creare condizioni effettive di pari opportunità per le donne, valorizzando le loro iniziative autonome.
  • Definire un quadro puntuale delle incompatibilità.

  • Valorizzare il patrimonio umano.
  • Stabilire criteri certi e oggettivi per il reclutamento e per la verticalizzazione.
  • Riequilibrare, per il personale docente, il rapporto tra risorse destinate alle verticalizzazioni e risorse destinate al reclutamento.
  • Rivedere la dotazione organica del personale tecnico e amministrativo, con particolare attenzione per il personale tecnico delle strutture periferiche.
  • Costruire l’anagrafe del precariato, garantire condizioni salariali minime, predisporre piani pluriennali di riassorbimento.

  • Ridare nuova vita al Campus, punto di aggregazione, da vivere anche nei week end e nei periodi festivi.
  • Dare maggiore voce e maggiore spazio al volontariato e all’associazionismo.
  • Stabilire un rapporto proficuo con il territorio e con la politica, contribuendo insieme al cambiamento.
  • Contribuire alla nascita della città della cultura.
  • Promuovere iniziative all’interno e all’esterno dell’Università destinate al lifelong learning.


Il sogno è quello di costruire tutti insieme:
  • L’Università dei diritti e non dei favori.
  • L’Università dove il dissenso è una ricchezza.
  • L’Università dalle mille voci e dalle mille musiche.
  • L’Università trasparente come una casa di vetro.

Se questo è lo scenario programmatico, peraltro ancora incompleto e parziale, ci sono alcune proposte che credo possano essere di interesse per molti di voi, descritte nella sezione risorse umane del sito, e riportate in appendice per la parte che più direttamente concerne il personale tecnico e amministrativo.

Il 27 giugno è il giorno della scelta. Anche nelle vostre mani è la responsabilità di decidere se è giunto il momento del cambiamento. Perciò partecipiamo tutti, in modo incisivo, al dibattito in corso, per costruire, tutti insieme, una Università dove sia bello vivere e lavorare.

 Leggi le proposte per il personale tecnico e amministrativo » 

Un caro saluto e auguri di buon lavoro.

Arcavacata, 22 maggio 2007                                                                                                                            Pasquale Versace


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