Arcavacata 2007 - Voglia di cambiamento!

 Archivio » 


I motivi della mia candidatura



Le elezioni del 27 giugno sono un momento nodale per l’Università della Calabria. Dopo otto anni di incontrastato potere il professore Latorre ripropone ancora una volta la sua candidatura. Ma la situazione è cambiata. L’indignazione per la vicenda del terzo mandato non accenna a placarsi. La maldestra avventura politica ha fatto sorgere serie perplessità sulla capacità del Rettore di gestire situazioni complesse.
C’è un rilevante malcontento per il cattivo funzionamento dell’Università e per le mille cose che non vanno.


Ma ci sono segnali ancora più inquietanti:
 
  • il potere reale si concentra nelle mani di un gruppo sempre più ristretto,

  • l’Università si è trasformata in una struttura prevalentemente didattica che allontana i ricercatori dal compito primario di fare ricerca,

  • la struttura amministrativa è oggetto di uno smantellamento progressivo, con il trasferimento di funzioni e compiti dal personale interno al personale esterno, riducendo in molti uffici la presenza del personale interno ad entità puramente simbolica,

  • una seconda Università sta lentamente crescendo all’interno della prima sottraendo spazi, risorse e funzioni alle Facoltà e ai Dipartimenti, con una prevalenza sempre più accentuata della ricerca industriale su quella di base.

Sono segnali che vanno tutti in una stessa direzione e fanno allontanare sempre più l’Università della Calabria dalla sua missione originaria: essere l’antenna che consente alla Calabria di mantenere il contatto con la dimensione universale del sapere, e strumento per trasferire questa conoscenza al territorio, in particolare a chi, per ragioni di censo, ne sarebbe rimasto per sempre escluso.
Se l’Università smarrisse il senso di questa missione, gli effetti sarebbero terribili perché la Calabria non avrebbe mai più una simile occasione.


È necessaria una correzione di rotta prima che sia troppo tardi. È necessario un cambiamento. Con questo obiettivo ho cominciato a lavorare, rivolgendomi alle persone che, come me, non vogliono restare con le mani in mano mentre l’Università si allontana dai suoi principali obiettivi.
 
In questi mesi ho formulato critiche ed ho avanzato proposte concrete che riguardano:

  • un progetto strategico di Ateneo,
  • una gestione finanziaria che evidenzi le effettive risorse,
  • una politica di riduzione degli sprechi,
  • una didattica sostenibile,
  • un sistematico controllo della qualità della didattica, della ricerca e della gestione,
  • il potenziamento delle iniziative strategiche, didattiche e di ricerca, in termini di risorse umane e finanziarie,
  • l’incentivazione economica per i ricercatori che optano per la ricerca full time,
  • il riconoscimento a tutti della pari dignità: una persona = un voto,
  • la centralità dei Dipartimenti,
  • la valorizzazione delle risorse umane,
  • la valorizzazione delle competenze del personale tecnico e amministrativo,
  • l’effettiva parità dei ricercatori con le altre figure di docente,
  • la centralità dello studente e delle sue esigenze,
  • il rafforzamento dei vincoli di incompatibilità per il Rettore e per tutti coloro che concorrono all’amministrazione  dell’Università…

 I dettagli sulle proposte formulate sono riportate nelle pagine seguenti, sul sito www.linoversace.net e in un documento che ho distribuito nel corso degli incontri con le Facoltà, scaricabile dalla home page.


Ho predisposto questo foglio in occasione della riunione pubblica del 7 giugno per informare i presenti e per  invitare gli elettori a sottoscrivere la mia candidatura nei termini fissati dall’art. 6 del Regolamento Generale di Ateneo.
 
Nelle pagine centrali sono sviluppate alcune proposte e alcune analisi. L’ultima pagina riporta l’elenco degli impegni che formalmente assumo e che rispetterò in caso di elezione.
 
In particolare mi impegno a:
 
  • fare il Rettore a tempo pieno

  • non assumere nel periodo del mandato  nessuna altra carica e funzione all’interno e all’esterno dell’Università

  • non candidarmi per un secondo mandato.

Il cambiamento è necessario e deve venire dai ricercatori consapevoli che la strada che si sta seguendo non solo è sbagliata ma per loro è anche dannosa, dal personale tecnico e amministrativo che non è più disposto a sopportare l’emarginazione, dagli studenti che vogliono imporre la centralità delle loro esigenze, dagli uomini e le donne che vogliono  un’Università della Calabria diversa e capace di assolvere pienamente la propria missione .


Il cambiamento è possibile, 

basta volerlo.


               

Arcavacata, 7 Giugno 2007

                                                           Pasquale Versace




 Torna su » 


  Valid HTML 4.01 Transitional  (C) 2007- Prof. Ing. Pasquale Versace                                                                                                                                                                                          Rettore Unical