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La triste deriva dell'UniversitÓ della Calabria

(Articolo pubblicato su La Provincia cosentina di Domenica 6 Gennaio 2008 )



L'anno che ci apprestiamo a vivere non promette niente di buono per l’UniversitÓ di Arcavacata. Nella sua conferenza stampa del 3 gennaio il Rettore ha lamentato la mancata corresponsione da parte del Governo nazionale di dovuti, cospicui finanziamenti e ha delineato un quadro preoccupante di quel che potrÓ accadere. Dalle sue parole un appello ad unire le forze per indurre il Governo a rivedere questa decisione.

╚ un appello che va certamente raccolto. Ma con qualche puntualizzazione.
╚ del tutto evidente che le risorse spettanti alle UniversitÓ, per effetto della normativa vigente, debbano essere stanziate sollecitamente e fino all’ultimo centesimo. Questo vale per Arcavacata, per Reggio, per Catanzaro ma anche per Torino, Potenza e tutte le altre UniversitÓ oggetto di questi odiosi tagli. Quindi ben vengano tutte le iniziative che vanno in questa direzione, magari puntando fortemente su un’intesa con le altre UniversitÓ danneggiate e non solo sul consueto lamento del sud derelitto.

Ma Ŕ altrettanto vero che non Ŕ tollerabile che i tagli debbano riguardare il personale, lo sviluppo dell’organico, i servizi per gli studenti. Ci sono centinaia di persone che aspettano un occasione per diventare ricercatore, per entrare nella struttura tecnico-amministrativa, per progredire nella carriera. Ci sono servizi per la didattica, trasporti, spazi per gli studenti che appaiono indecenti. C’Ŕ il diritto allo studio con le borse di sostegno che Ŕ intoccabile.

Se tagli ci devono essere, l’UniversitÓ della Calabria deve ridurre gli sprechi.

Il Rettore Ŕ poco credibile quando rivolge questo tipo di appello, perchÚ non fa nulla per contenere le spese, ma anzi incoraggia lo spreco per alimentare il consenso personale. La nostra Ŕ un’UniversitÓ dove chi non partecipa al coro degli adulatori Ŕ tagliato fuori, emarginato, oggetto di vessazioni inaccettabili. Un’UniversitÓ dove accadono vicende come quella della Bats-Luim, si spendono milioni di euro per contenziosi, si rendono disponibili con ricavi trascurabili spazi universitari per iniziative private, si dilapidano risorse per consulenze e collaborazioni esterne non sempre indispensabili.
 
Un’UniversitÓ irrimediabilmente colpita nella sua credibilitÓ dalla indecente vicenda del terzo mandato, quando il Rettore ha utilizzato il suo enorme potere per consentire a se stesso la rielezione vietata dallo Statuto.
Un’UniversitÓ dove il Consiglio di Amministrazione Ŕ stato blindato, con candidati unici per ogni categoria, tutti fedelissimi del Magnifico. Un Consiglio dal quale l’informazione non trapela, con i verbali in arretrato di mesi.

Ma non basta. Il Rettore ha appena affidato a due Consiglieri di Amministrazione uscenti, a lui fedelissimi, cariche fiduciarie, che apportano notevoli benefici. La vicenda appare pi¨ inquietante se si considera che anche altri Consiglieri uscenti hanno giÓ avuto nel passato e continuano ad avere ancora oggi interessanti riconoscimenti diretti o indiretti.

Ma Ŕ strana anche la nomina della nuova responsabile dell’Orientamento. Nomina anche questa fiduciaria che consente la gestione di cospicue risorse. Le stranezze in questo caso sono due. ╚ la prima volta in cui un settore dell’UniversitÓ diventa un affare di famiglia. La sorella succede al fratello. Niente di male ovviamente, si tratta di un caso lapalissiano di predisposizione genetica, come tanti che ormai spuntano in ogni dove nella nostra UniversitÓ. In questo campo non abbiamo niente da invidiare al territorio circostante, anzi possiamo fare scuola.

La seconda stranezza Ŕ che qualche mese fa il Rettore aveva ritirato tutte le deleghe nel settore dell’Orientamento. Siccome una delle vittime di tale provvedimento adesso assurge al ruolo di delegata unica, si potrebbe arguire che la vittima designata era un’altra, che aveva forse mostrato troppa curiositÓ su come si spendono i soldi in un settore dove gli sprechi non mancano. Ci sarebbe poi la questione della competenza del nuovo delegato. Ma da noi Ŕ questione inessenziale.

Il nostro, peraltro, Ŕ un Rettore part-time che ha svolto o svolge ancora numerosi incarichi: al Ministero dei Trasporti, all’Agenzia Spaziale Italiana, alla Regione Calabria, a Calpark e chissÓ dove altro ancora. Ci sono problemi formali di incompatibilitÓ e sostanziali di competenza scientifica, ma soprattutto c’Ŕ la visione dell’UniversitÓ come mezzo e non come fine. Anche questo fatto indebolisce la nostra UniversitÓ. Altro che esempio per il mondo esterno! Altro che ruolo di guida!

L’UniversitÓ della Calabria purtroppo non ha pi¨ la necessaria autorevolezza per far sentire forte la sua voce e per difendere le sue legittime aspettative. ╚ sempre pi¨ urgente cambiare rotta prima che sia troppo tardi.
Per ora tutti insieme a reclamare quel che ci spetta, ma niente tagli al personale e per i servizi agli studenti e lotta senza quartiere agli sprechi.


Pasquale Versace


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