Arcavacata 2007 - Voglia di cambiamento!
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(Ultimo aggiornamento: Lunedì 25/06/2007)


Qualità della Vita



Arcavacata deve essere l’Università dalle mille voci, dove il dissenso sia considerato una ricchezza, dove sia bello vivere e lavorare.

Le persone che vivono e lavorano ad Arcavacata devono sentirsi parte integrante ed essenziale della comunità universitaria, devono poter partecipare al processo decisionale, devono essere coinvolti nelle scelte che decidono della loro vita.

Gli spazi in cui si lavora devono essere vivibili, a misura d’uomo e di donna. Non è pensabile che di fronte ad una disponibilità di oltre 350.000 metri quadrati utili, ci siano ancora persone ammassate in sola stanza con spazi angusti che rendono difficile lavorare con efficienza.

Il Campus è il fiore all’occhiello dell’Università, che la fa diversa e la fa migliore.
È in uno stato di sofferenza. Deve essere rivitalizzato con la massima urgenza.
Deve essere attrezzato con i servizi essenziali.
Deve essere garantita la sicurezza, con almeno un pattuglia della vigilanza che gira per il campus e che può intervenire tempestivamente in caso di necessità.
Il problema del randagismo deve essere risolto senza inutili palleggiamenti, coinvolgendo associazioni ambientaliste in grado di prendersi cura della salute dei cani, curandoli e favorendo il loro eventuale affidamento.
Gli alloggi devono essere resi più confortevoli, con una pulizia adeguata e costi più contenuti.
Il ruolo dei professori fuori sede deve essere valorizzato, favorendo le occasioni di socializzazione e di maggiore integrazione con gli studenti che vivono il Campus.

Il Campus deve essere aperto nei week end, nei periodi estivi, con iniziative culturali, scuole estive o di fine settimana.
Deve diventare il punto di aggregazione non solo per l’Università ma per quella vasta area, che si estende ben al di là di Cosenza e Rende, e guarda ad Arcavacata come punto di riferimento.
Campus aperto ai giovani ma non solo ai giovani. Luogo di ritrovo per chi è stato studente nell’Università e ci ritorna volentieri per riviverla anche solo per un paio di ore. O per chi vuole veder dove vivono i figli o dove andranno a vivere.

Possibilità di cenare, di incontrarsi, di sentire musica, di assistere ad un film, ad una conferenza ad un dibattito sui temi di attualità. Ci devono essere tanti motivi per passare una serata al Campus.

Attività di lifelong learning, finalizzate alle professioni, alla Pubblica Amministrazione, all’aumento dei laureati “adulti”, al recupero dei laureati “deboli”, ecc.

Gli spazi ricreazionali e per il tempo libero sono inadeguati. È necessario potenziarli, creando luoghi informali di incontro aperti a tutti, spazi esterni attrezzati con tavoli per lavorare o consumare un pasto in modo autonomo, in ambiente wireless.

Gli spazi sportivi devono essere potenziati, lo sport deve essere incoraggiato. La realizzazione della piscina, promessa non rispettata, delle precedenti elezioni deve essere tra le strutture da realizzare prioritariamente.

Deve essere garantito agli studenti il diritto alla mobilità, con corse differenziate nell’orario ed estese alla notte e ai periodi festivi. La fermata degli autobus è indecorosa e deve essere completamente ristrutturata, o trasferita in altro luogo con spazi di attesa degni di un’Università, con possibilità di lavorare, ripararsi dalle intemperie, stare comodamente seduti in attesa del mezzo di trasporto.

Dovrà essere rivisitato il piano dei parcheggi prevedendo parcheggi di interscambio lontani dal ponte, ma da esso collegati da navette molto frequenti.

L’Università deve impedire che interessi privati prendano il sopravvento nella gestione delle attività del Campus, curando l’apertura dei servizi di ristoro durante le iniziative che si svolgono nel Campus, anche al fine di calmierare i prezzi.

L’Università deve attivare un servizio di assistenza per gli studenti che alloggiano fuori dal Campus in abitazioni private per contrastare il caro alloggi ed evitare speculazioni ai danni degli studenti.

L’Università è stata inerte nella fase di svincolo delle aree vincolate, favorendo di fatto l’abnorme crescita di una edilizia intensiva che sta coprendo le colline di Arcavacata e che si intreccia in modo sempre più stretto con l’area universitaria. È necessario avviare una seria riflessione d’intesa con le amministrazioni competenti per cercare di porre rimedio a tale situazione.

L’energia prodotta dalla centrale elettrica che sarà realizzata da privati dovrà essere consumata solo dall’Università e non potrà essere utilizzata anche per altri fini. Una produzione in eccesso oltre a creare problemi ambientali potrebbe favorire l’insediamento di iniziative che utilizzando l’energia prodotta potrebbero incider sulla qualità della vita nel Campus.


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