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(Ultimo aggiornamento: Sabato 23/06/2007)


La ricerca è la missione primaria
dell’Università della Calabria


e deve garantire il collegamento permanente del territorio calabrese alla dimensione universale del sapere e della conoscenza. L’assolvimento di questo compito è complesso per:
  • La collocazione periferica dell’Ateneo rispetto alle sedi europee di ricerca più avanzate.

  • La mancanza di un progetto strategico che identifichi gli obiettivi di medio e lungo termine, le azioni da sviluppare per conseguire tali obiettivi, una valutazione dei costi e dei tempi necessari, le strutture di garanzia destinate all’attuazione del progetto.

  • Il carico didattico eccessivo che danneggia soprattutto i ricercatori più giovani, che vedono compresso lo spazio per approfondire i loro studi, le loro ricerche, per rendere più solida ed efficace la loro rete di rapporti internazionali.

  • La tendenza crescente a trasferire fuori dalle strutture dipartimentali (o  interdipartimentali) molte attività di ricerca (esternalizzazione).

  • criteri adottati nella suddivisione delle risorse umane, che privilegiano il carico didattico e finiscono per penalizzare alcuni settori di ricerca avanzata

  • La sostanziale esiguità delle risorse finanziarie destinate alle azioni di ricerca anche per l’effetto perverso della politica di bilancio politica di bilancio che sottostima in modo abnorme le disponibilità in sede preventiva.
È necessario perciò sviluppare una seria politica di sostegno della ricerca che si basi principalmente sui seguenti punti:


Costruire un progetto per la ricerca
nell’ambito di un progetto strategico di Ateneo


che consenta di unire intorno ad obiettivi condivisi e chiari tutte le enormi risorse culturali presenti nell’Università della Calabria e che consenta di dare concreta e progressiva attuazione alle iniziative descritte nel seguito, riequilibrando il rapporto tra didattica e ricerca, pur restando nell’ambito di un sistema duale.



Progettare
un’offerta didattica sostenibile


in modo da ridurre l’enorme carico didattico che assorbe in eccesso tempo e risorse umane e danneggia soprattutto i ricercatori (vedi punto focale Didattica). 


Consentire a tutti
di essere protagonisti della ricerca


senza pregiudizi per appartenenza ad aree, a strutture specifiche o a minoranze elettorali, privilegiando le competenze, garantendo a tutti pari opportunità, valorizzando le specificità delle aree culturali la cui diversità costituisce la ricchezza del nostro Ateneo. È necessario altresì garantire la massima trasparenza sui criteri e le modalità con le quali si attribuisce il sostegno finanziario e il supporto logistico a singoli ricercatori e a gruppi di ricerca, anche attraverso il censimento e la pubblicizzazione dei contributi finanziari erogati nel tempo a vario titolo e degli spazi attribuiti e concessi in uso.


Riaffermare la centralità
dei Dipartimenti e dei Centri interdipartimentali


come luogo primario della ricerca e luogo naturale di aggregazione delle competenze, riequilibrando il rapporto con le strutture esterne che svolgono azioni e funzioni di stretto interesse dell’Università o che potrebbero essere svolte da essa direttamente. In molti casi queste strutture intercettano finanziamenti che, senza di loro, sarebbero probabilmente affluiti ai Dipartimenti o attingono alle risorse dell’Università per il loro funzionamento. 
Nei Dipartimenti ciascuno deve trovare le condizioni ottimali per poter sviluppare la propria attività di ricerca e di alta formazione. La possibilità di ridisegnare la geografia dipartimentale, garantita dallo Statuto, deve essere favorita quando è supportata da un progetto culturale adeguato ed è tesa a creare condizioni di lavoro migliori di quelle attuali, magari aggregando in un nuovo Dipartimento, competenze attualmente presenti in più realtà dipartimentali (vedi l’iniziativa avviata da alcuni colleghi di Ingegneria).
In orizzonti temporali più estesi dovrà essere ripensato il ruolo delle Facoltà, dei Corsi di Laurea e dei Dipartimenti (vedi 
Didattica)


Censimento e aggiornamento dello
stato della ricerca


È necessario promuovere un censimento dei gruppi di ricerca, dei laboratori, dei centri di ricerca che operano all’interno dell’Università, sia per favorire lo scambio di informazioni all’interno e verso l’esterno, sia per selezionare le iniziative meritevoli di incentivazione (iniziative strategiche di ricerca), sulla base di caratteristiche predefinite e qualificanti (produttività scientifica, fallout didattico, collaborazioni nazionali e internazionali, capacità di attrarre risorse finanziarie, ecc.) e sulla base di valutazione esterna, da condurre con modalità compatibili con quelle in corso di definizione a livello nazionale (ANVUR.
Con cadenza almeno annuale si devono svolgere le Giornate della ricerca finalizzate a valorizzare, in modo selettivo, le principali iniziative e in particolare quelle che si candidano a diventare strategiche.



Destinare
alla ricerca risorse molto maggiori
di quelle finora attribuite


attraverso una politica di bilancio che identifichi, in sede preventiva, tutte le risorse effettivamente disponibili, senza sottrarle, come avviene ora, alla programmazione per poi centellinarle nelle successive fasi di assestamento. Le risorse destinate alla ricerca, così come quelle per la didattica, sono allo stato attuale del tutto insufficienti. Con una politica di bilancio più adeguata, finalizzata anche alla riduzione degli sprechi, al recupero dei crediti, alla maggiore rimunerazione degli spazi e delle risorse umane concessi in uso a vario titolo, si potrebbero destinare alla ricerca risorse molto maggiori.


Incentivare
l’attività dei ricercatori
e l’internazionalizzazione.


In particolare occorre sviluppare progetti che incentivino i soggiorni di lungo periodo presso centri di eccellenza internazionali dei ricercatori della nostra Università, garantendo, con adeguati contributi, pari opportunità alle donne che devono portare con se i propri figli.
Deve essere altresì premiata la capacità di attrarre studiosi stranieri per soggiorni di lungo periodo presso l’Università della Calabria, per dare il contributo della propria esperienza ai ricercatori, ai dottorandi, agli studenti.
Anche le iniziative congiunte di alta formazione in collaborazione con Università di altri Paesi devono essere adeguatamente incentivate favorendo tutte le possibilità di acquisire il doppio titolo.
Più in generale deve essere stimolato l’impegno dei ricercatori a dedicarsi in modo prevalente alla ricerca limitando al minimo indispensabile, per alcuni anni, l’attività didattica. Incentivi che ovviamente dovranno essere corrisposti sulla base dei risultati conseguiti.
Anche il contributo erogato per cofinanziare i progetti PRIN e i progetti internazionali dovrà essere maggiorato nelle iniziative che vedono come responsabile locale un ricercatore.



Favorire lo sviluppo delle
iniziative strategiche di ricerca


censite e adeguatamente selezionate (vedi punto precedente). Sulla base di criteri oggettivi e condivisi deve essere predisposto un piano per il potenziamento delle iniziative strategiche di ricerca che comprenda non solo risorse finanziarie ma anche un incremento di personale, con tecnici e ricercatori altamente qualificati. In altri termini è necessario inserire a fianco del criterio di suddivisione delle risorse destinate alle nuove assunzioni di ricercatori tra le Facoltà, anche una aliquota di risorse da destinare alle iniziative selezionate come strategiche.


Promuovere la ricerca interdipartimentale
e intersettoriale


favorendo la nascita di Centri interdipartimentali che, in attuazione di quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento, mettano insieme esperienze già maturate e consentano di utilizzare al meglio le sinergie tra le diverse aree scientifiche. Queste iniziative intersettoriali dovranno essere sviluppate in stretto raccordo con iniziative didattiche interfacoltà.


Favorire le procedure
di valutazione della ricerca

promuovendo iniziative autonome di autovalutazione della ricerca a scala di Ateneo, che vadano nella direzione prevista dalle linee guida e dalla normativa in itinere connessa alla costituzione dell’ANVUR. Tali iniziative autonome dovrebbero essere svolte con la supervisione del Nucleo di Valutazione o direttamente da esso. L’obiettivo è quello di evidenziare l’effettivo stato della ricerca nell’Ateneo e verificare la correttezza nella destinazione d’uso delle risorse incentivanti e premiali di cui ai punti precedenti. La valutazione dovrà riguardare in primo luogo le iniziative strategiche e quelle che si candidano a diventarlo, per essere poi progressivamente estesa a tutta l’Università.




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